Nel presupposto che questo finanziamento implicito si rifletta in una maggiorazione del prezzo praticato, il principio impone di attribuirgli una separata evidenza nel conto economico scorporandolo dal ricavo della vendita e facendolo concorrere alla formazione del risultato economico, in ossequio al principio della competenza economica, come interesse attivo.
Tale interesse può:
- essere chiaramente esplicitato;
- ritenersi implicito nel ricavo e quindi nel credito.
Nel secondo caso, se rilevante, è necessario scorporare dal prezzo un interesse appropriato, cioè il corrispettivo finanziario dell’operazione di dilazione del pagamento. Bisogna innanzitutto identificare i crediti da attualizzare che, come detto, saranno i crediti commerciali con scadenza oltre i 12 mesi dal momento della rilevazione iniziale, senza corresponsione di interessi, o con interessi molto bassi rispetto a quelli di mercato; tale meccanismo di attualizzazione invece non troverà applicazione, oltre al caso in cui l’incasso del credito sia previsto entro i dodici mesi:
- agli acconti ed in generale agli ammontari che non richiedono restituzione in futuro (ad esempio: depositi o pagamenti parziali a fronte di costruzioni in corso, anticipi per l’acquisto di beni e servizi, ecc.);
- ai crediti che hanno un tasso d’interesse basso per effetto di specifiche norme di legge;
- agli ammontari che intendono rappresentare garanzie o cauzioni date all’altra parte di un contratto (depositi, parte di un credito che verrà incassato alla scadenza del periodo di garanzia).
Tali crediti si rilevano inizialmente al valore nominale, e cioè in base all’effettivo diritto di credito che essi rappresentano, e la contropartita reddituale è rilevata distintamente tra:
- il ricavo relativo alla vendita del bene a pronti o alla prestazione di servizi;
- gli interessi attivi impliciti relativi alla dilazione di pagamento.
L’ammontare del ricavo di vendita o della prestazione di servizi è rappresentato dal corrispettivo a pronti del bene/servizio, pari al prezzo di mercato con pagamento a breve termine del bene/servizio. L’ammontare degli interessi attivi impliciti si determina per differenza tra il valore nominale del credito e l’ammontare del corrispettivo a pronti e si rileva inizialmente tra i risconti passivi, per poi farli concorrere alla determinazione del risultato del periodo a seconda della durata del credito.
In merito invece alla determinazione del tasso d’interesse il principio contabile precisa che da un punto di vista pratico, il tasso di interesse può corrispondere:
- o al saggio d’interesse di mercato prevalente per il finanziamento di crediti con dilazione ed altri termini e caratteristiche similari;
- o, in mancanza, al tasso per l’approvvigionamento di fondi esterni per il finanziamento della gestione tipica o caratteristica dell’impresa come ad esempio scoperti bancari, anticipazioni finanziarie, ecc.. Il tasso di attualizzazione può pertanto rappresentare il costo medio dei finanziamenti utilizzati per finanziare la produzione.
Il tasso d’interesse è quello della data dell’operazione, cioè del tempo in cui sorge il credito per cui l’impresa concede la dilazione di pagamento.
ESEMPIO
Si ipotizzi un credito commerciale di € 150.000 (Iva compresa), sorto all’inizio dell’anno x e con scadenza a due anni, al 31.12.x+1. Ipotizzando un tasso di interesse del 3%, in sede di chiusura del primo esercizio si procede all’attualizzazione del credito, considerando come periodo di attualizzazione la durata del credito, ovvero 2 anni.
La formula da applicare per l’attualizzazione del credito è la seguente:
VA = C/(1+i)t
VA = valore attuale dei crediti
C = importo dei crediti commerciali
i = tasso d’interesse
t = periodo di attualizzazione
Applicando la formula al nostro caso avremo:
Valore attuale = 150.000/ (1+0,03)2 =150.000/ 1,0609 = 141.389,39
Il valore trovato, € 141.389,39 rappresenta il valore attuale del credito; la differenza tra il valore nominale del credito (150.000 €) e il suo valore attuale (141.389) costituisce l’ammontare degli interessi impliciti:
Interessi impliciti = 150.000,00 – 141.389,39 = 8.610,61.
Il valore trovato rappresenta gli interessi relativi ad entrambi gli esercizi di durata del prestito; dovremo ora calcolare gli interessi di competenza di ciascuno dei due esercizi:
Interessi impliciti del I esercizio = 141.389,39 x 3% = 4.241,68
Interessi impliciti del II esercizio = (141.389,39 + 4.241,68) x 3% = 4.368,93
Vediamo, secondo le indicazioni fornite dal principio contabile, quali sono le scritture contabili da redigere in caso di attualizzazione di crediti commerciali infruttiferi a lungo termine:
- Rilevazione del credito nell’anno x:
d crediti verso clienti a diversi 150.000
a prodotti c/vendite 122.950,82
a iva a debito 27.049,18
- Rilevazione degli interessi attivi impliciti al 31.12 dell’anno x, scorporandoli dalla quota capitale:
d prodotti c/vendite a interessi attivi 8.610,61
- Rilevazione degli interessi attivi impliciti di competenza dell’anno x : si procede al calcolo degli interessi di competenza rinviando all’esercizio successivo la parte di interessi attivi di competenza di quest’ultimo periodo:
d interessi attivi a risconti passivi 4.368,93
- Rilevazione degli interessi attivi impliciti di competenza dell’anno x+1: all’inizio dell’esercizio x+1, dopo la riapertura dei conti, si procedere alla chiusura del risconto passivo e alla rilevazione degli interessi di competenza del’esercizio x+1:
d risconti passivi a interessi attivi 4.368,93