4 Settembre 2024

Sulla ammissibilità delle fusioni e scissioni c.d. negative

di Mary Moramarco
Scarica in PDF

L’ammissibilità di operazioni di fusione o scissione c.d. “negative” è questione da tempo controversa in dottrina. I nuovi orientamenti notarili del Comitato interregionale dei Consigli notarili delle Tre Venezie affrontano il tema, distinguendo le soluzioni fornite a seconda che si tratti di operazioni contabilmente negative, ma positive a valori correnti, o di operazioni negative tanto a valori contabili quanto a valori correnti.

Nel motivare le nuove soluzioni, i notai si soffermano anche sul disposto dell’articolo 2504-bis, comma 4, cod. civ. e sulla sua interpretazione, aderendo alla tesi che ammette la genesi di un disavanzo da concambio e la conseguente possibilità di iscrizione dello stesso nel primo bilancio post operazione straordinaria con incremento dei relativi valori contabili.

 

Il problema e le posizioni assunte dalla dottrina e dalla giurisprudenza

Argomento da sempre molto dibattuto in dottrina è quello dell’ammissibilità (e legittimità) di operazioni di fusione o scissione c.d. “negative”, ossia caratterizzate dall’assegnazione alle società beneficiarie di complessi patrimoniali in cui è prevalente la presenza di elementi passivi rispetto a quelli attivi.

Invero, tale definizione merita di essere ulteriormente precisata, atteso che nel novero di detto concetto possono rientrare tanto le operazioni in cui il patrimonio che si intende trasferire sia solo contabilmente negativo, ma positivo a valori correnti[1], quanto quelle in cui il patrimonio sia negativo a valori sia contabili sia correnti. Nel primo caso (che di seguito verrà chiamato, per brevità, scissione o fusione “negativa contabile”), pur a fronte di un patrimonio netto contabile negativo, la presenza di plusvalori latenti consente comunque l’assegnazione ai soci della trasferente di una partecipazione nella beneficiaria, atteso che nel determinare il rapporto di cambio si deve aver riguardo unicamente ai patrimoni reali e non a quelli contabili[2]; al contrario, nel secondo caso (che di seguito verrà chiamato, per brevità, scissione o fusione “negativa reale”), in linea generale, l’assenza di un valore positivo anche reale non consente l’attribuzione di partecipazioni della beneficiaria (stante l’impossibilità di determinare alcun rapporto di cambio).

Continua a leggere gli articoli dell’archivio di Euroconference News, abbonati subito!
Grazie all'abbonamento
Hai accesso all'archivio completo con tutti gli articoli di Euroconference News
Hai la possibilità di effettuare il download in pdf di tutti gli articoli di Euroconference News
Accedi a Euroconference in Diretta il servizio di aggiornamento settimanale (in differita)
Ricevi ogni mattina la newsletter direttamente sulla tua casella di posta
9,99 + IVAal mese
Abbonamento mensile
con fatturazione mensile
8,99 + IVAal mese
Promozione primo anno
con fatturazione anticipata
Rinnovo automatico a prezzo di listino
Scarica il PDF di questo articolo
Scarica il Quotidiano in PDF