15 Giugno 2015

Le operazioni in valuta con derivato di copertura

di Fabio Pauselli
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Chi utilizza nel proprio processo produttivo materie prime e/o semilavorati acquistati sui mercati internazionali si trova, molto spesso, a regolare la totalità delle transazioni in valuta e, nella stragrande maggioranza dei casi, in dollari. In questo contesto, esigenze di programmazione economico-finanziaria spingono le società a “coprirsi” dal rischio di cambio, fissando anticipatamente il tasso di cambio tramite operazioni di acquisto a termine di valuta.

Come noto, le operazioni a termine su valute si configurano come contratti di compravendita delle stesse ad un prezzo “a termine” che viene già fissato alla data di stipula del prodotto finanziario: in sostanza, nel caso del dollaro si scambia quest’ultimo con l’euro ad una data futura e ad un livello di cambio già fissato, pari solitamente al c.d. cambio “spot” (o cambio corrente) alla data di stipula del contratto  aumentato (o ridotto) del differenziale di interesse esistente tra le due valute.

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