Le nostre scelte e quelle delle persone con cui ci relazioniamo non sono esclusivamente razionali, nemmeno quelle che pensiamo siano molto ponderate. Daniel Kahnemann, autore di Pensieri lenti e veloci, è uno psicologo israeliano, vincitore del Premio Nobel per l’economia per aver teorizzato l’esistenza di due sistemi di pensiero nella mente umana: il Sistema 1 e il Sistema 2.
Il Sistema 1 è primitivo, inconsapevole e automatico. É sempre acceso, non lo controlliamo, ed è emozionale, intuitivo, impaziente, velocissimo, e impulsivo. Può svolgere più compiti nel medesimo tempo, usa poca energia, dà immediatamente senso a qualsiasi cosa che ci viene proposta, e viene influenzato molto facilmente.
Il Sistema 2 è invece consapevole, razionale e cauto. Non può occuparsi di più processi al medesimo tempo, è lento e non è in grado di controllare davvero il Sistema 1. In una situazione normale, il Sistema 2 – ovvero quello razionale – se opportunamente incentivato, può riuscire prendere il sopravvento sul Sistema 1 – irrazionale; ma se ci sono delle emozioni forti di mezzo o un certo grado di stanchezza, è difficile scavalcare il Sistema 1.
Quindi benché ci percepiamo spesso come esseri razionali, in realtà non lo siamo del tutto. Comprendere i due sistemi di pensiero è il primo passo ma non significa essere poi in grado di controllare il sistema impulsivo perfettamente. É un po’ quello che accade con le illusioni ottiche: sappiamo cosa sono, ma continuano a fregarci. Ciò accade nella nostra mente e in quella della persona con cui ci relazioniamo, comprenderlo ci aiuta a capire le scelte del nostro interlocutore.
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