1 Agosto 2024

Il cambio di coltura non comporta la decadenza dalla ppc

di Luigi Scappini
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La scheda di FISCOPRATICO

In tema di imposta di registro e ipocatastali, tra le poche agevolazioni rimaste in vigore per il settore primario, sicuramente la più utilizzata è quella meglio nota come “piccola proprietà contadina” che, dopo più di 50 anni di proroghe, ha finalmente trovato una sua stabilità a mezzo dell’articolo 2, comma 4-bis, D.L. 194/2009, convertito con modifiche dalla L. 25/2010.

La norma, come noto, prevede l’applicazione, per gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti, nonché le operazioni fondiarie operate attraverso l’Ismea, delle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’1%.

Beneficiari dell’agevolazione, in origine, erano i soli coltivatori diretti e gli Iap iscritti regolarmente alla previdenza agricola a cui nel tempo sono stati aggiunti:

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