11 Marzo 2022

La prescrizione del credito non autorizza l’emissione della nota di variazione

di Fabio Garrini
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La scheda di FISCOPRATICO

Il tema delle note di variazione ai fini Iva continua a destare l’interesse dell’Amministrazione Finanziaria; sono infatti numerose le risposte ad interpello pubblicate nelle ultime settimane che si occupano della corretta applicazione dell’articolo 26 D.P.R. 633/1972.

Mentre le ultime pronunce riguardavano i crediti vantati nei confronti di clienti sottoposti a procedure concorsuali (sulla scorta dell’importante modifica introdotta lo scorso anno dall’articolo 18 D.L. 73/2021che ha anticipato il momento a partire dal quale può essere emessa la nota di variazione, modifica oggetto di commento con la circolare 20/E/2021), con la risposta ad interpello n. 102 pubblicata ieri, 10 marzo, l’Agenzia si è soffermata sulla fattispecie del credito prescritto: in tale documento si afferma che il diritto di recuperare l’imposta afferente le fatture che hanno costituito tale credito sarebbe pregiudicata a causa dell’inerzia del contribuente.

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