La revoca del curatore fallimentare
di Alessandro SolidoroArticolo tratto da “Crisi e risanamento n. 31/2018”
La procedura di revoca e sostituzione del curatore è naturale conseguenza delle finalità pubblicistiche che sovraintendono la determinazione dei requisiti per la nomina del medesimo e la valutazione del suo operato professionale. Tale contesto consente di escludere un diritto soggettivo alla permanenza in carica e determina le condizioni per il ricorso avverso il decreto di revoca. L’eventuale azione di responsabilità promossa dal nuovo curatore presuppone l’esistenza di un danno e un nesso di causalità con il comportamento omissivo o commissivo del curatore revocato e non subisce effetto dall’esito del giudizio di approvazione del rendiconto presentato da quest’ultimo. Continua a leggere…
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Segue il SOMMARIO di “Crisi e risanamento n. 31/2018″
Diritto
“La prescrizione dei crediti nel concordato” di Domenica Capezzera
“I compiti dell’amministratore giudiziario di azienda in sequestro nella fase pre-fallimentare” di Giovanbattista Tona
“Spese imputabili al creditore fondiario in sede di riparto fallimentare e conflitto tra crediti prededucibili e credito ipotecario. Le spese generali concorsuali e il criterio di proporzionalità” di Corrado Camisasca
“Concordato in bianco: la concessione e proroga dei termini al vaglio del giudice” di Valeria Marocchio e Federico Colognato
“Criteri per la prededucibilità dei crediti sorti in occasione o in funzione della procedura. Il caso dei professionisti” di Ernestina De Medio
“Il concordato delle società calcistiche in stato di crisi” di Nicla Corvacchiola e Cristiano Guarna
“Attestazione del professionista e analisi sensitività mediante previsione scenari diversi e alternativi” di Fabio Battaglia
“La revoca del curatore fallimentare” di Alessandro Solidoro





