7 Maggio 2015

Reddito estero e calcolo del credito per imposte estere

di Fabio Landuzzi
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La Circolare n. 9/2015 dell’Agenzia delle Entrate si è occupata di numerosi aspetti relativi al funzionamento del complesso meccanismo del credito per imposte estere che è disciplinato dall’art.165 del Tuir ma che trova anche diversi collegamenti con le regole contenute nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni quando stipulate dall’Italia con gli altri Stati.

Uno dei tanti aspetti controversi di questo meccanismo riguarda da sempre la modalità di quantificazione del reddito estero da porre a numeratore del rapporto in base al quale si determina il credito per imposte estere scomputabile dall’imposta italiana. L’interrogativo riguarda se questo valore (il reddito estero), ai fini del rapporto in discussione, debba essere assunto al lordo – ovvero, nella misura pari all’elemento di reddito assoggettato a tassazione (sovente, mediante ritenuta alla fonte) nello Stato estero – oppure se debba essere assunto secondo una logica differenziale, e quindi contrapponendo al ricavo (tassato all’estero) i relativi costi.

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